Adiós Aires

5 Gen

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Uno dei passatempi della settimana enigmistica a cui giocavo spesso da pischello era:”Scopri le differenze”.
Del Bartezzaghi o altri cruviverbosi neanche a parlarne,al massimo quelli facilitati, e quando volevo roba forte andavo su “Il Bersaglio”.
Si parte da una parola e arrivi ad un altra seguendo alcune regole.

Quando viaggio alla fine non è tanto diverso: occhi aperti, curiosità accesa, buona memoria e ultimamente parole in serie.
Adoro “scovare le differenze”, tiene il cervello acceso e arricchisce finché campi.

Nella Capital Federal (come i locali chiamano Buenos Aires) ce ne sono parecchie.
Una l’ha riassunta bene Paoligña con: “Questi sono molto a piedi”.
Le macchine si riparano e tanto, l’effetto è un vintage senza erre moscia.
Le bici e gli skateboard sfrecciano su piste ciclabili il che tutto sommato è un bene.
Un altra l’ha notata Jò dando un soprannome alla nostra locandiera dopo una serie di domande fattegli a cui seguivano risposte monosillabiche e molto rilassate.
“Sveglietta” rende bene l’idea.

Qui (mi piace pensare) non hanno la parola “fretta”, è tutto un claro, tranquilo, no hay problema che alza di molto l’asticella del concetto indolenza.
Sono però molto gentili e sorridenti, ci augurano ancora “Buen Año” e nonostante strade da dieci (10) carreggiate (e conseguente traffico) non usano praticamente mai il clacson.Al bar ci potresti passare il pomeriggio intero bevendo solo una limonata, tale è il ritmo frenetico dei camerieri.

 

 

Tre i pernotti in programma per tre facili Barrios.

   San Telmo

Il più autentico e sfizioso.
Antiquari, negozi di pellame e modernariato che hanno rapito i nostri pesos indifesi.

 

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  Palermo

Modaiolo e tendente al Greenwich Village.Apparenza e poca sostanza.

 

 

 

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  Boca

il più colorato e caotico.Arriviamo presto, andiamo via presto e un negozio fuori dalla logica e dal tempo con una vecchina, tanto simpatica quanto tosta, ci ammalia e convince che non tutto ancora è “Made in China”.

Tre giorni sono niente per capire una città così vasta ma, come disse Zia Bianca in quel di Parigi quando andammo per un fine settimana, gli abbiamo dato una leccata.
Il gelato poi, grazie all’occhio lungo di Zizza e alla tradizione italiana ben presente, è di mucho gusto.

Hasta la vista, Buenos Aires.

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8 Risposte to “Adiós Aires”

  1. Andrea Mancini 06/01/2013 a 08:54 #

    Non so se ho mai desiderato andare alla Capital Federal ma dopo questa “leccata” ne avverto meno il bisogno > praticamente è come se ci avessi passato tre giorni. Quanto al termine virgolettato, mi vien da dire: “Zia Bianca, sei una grande !” E tu -Federico- continua a farmi soffrire con i tuoi resoconti. Beato te !

    • DeFederiki 06/01/2013 a 10:28 #

      La passione per scovare le differenze in giro per la palla blu è merito anche della Zia.Sono onorato che ti faccia soffrire ma non troppo 🙂

  2. Marco 06/01/2013 a 17:48 #

    Pare sia impossibile passare dietro Plaza De Mayo e non fotografare quella bandiera. TUTTE le persone che conosco che sono state a Baires hanno fatto quella foto, solo che prima di esserci passato ed aver fatto un video demenziale di 30 secondi, non me ne’ero mai accorto.
    Uno dei posti più affascinanti del mondo, cmq

    • DeFederiki 06/01/2013 a 22:36 #

      È un magnifico benvenuto in cui ho avuto il piacere di incappare anche io.Siamo in 4 e abbiamo 8 foto di quella bandiera.

  3. Costanzo 07/01/2013 a 09:58 #

    Ciao Fede , a quanto leggo dai tuoi racconti , l’escursione argentina si propone interessante e variegata .Stiamo seguendo le tue avventure , se riesci portaci notizie (e foto) anche dalla zona surf albiceleste . Divertiti e auguri per il nuovo anno .
    un saluto Costanzo , Roberta e Rachele

    • DeFederiki 07/01/2013 a 20:21 #

      Ciao Costa e buon anno anche a voi e alla mitica Racheluzza 🙂
      A Puerto Madryn si fa più che altro Windsurfer e Kite ma qui vicino (non mi ricordo il nome) mi hanno detto ci sono alcuni spot.Ho visto cmq onde interessanti vicino a Punta Lomo.

  4. paponzi 07/01/2013 a 16:00 #

    Credo che se l’agenzia del turismo argentina scopre questi tuoi diari di viaggio, con le descrizioni e i giudizi, farà stampare un cartello “Wanted €. 3.000 da rimpatriare”. Io oramai è come se ci fossi stato e ho risparmiato viaggi e fatica. Ancora non mi hai descritto qualcosa che ti ha lasciato a bocca aperta. Stupisciti!!!

    • DeFederiki 07/01/2013 a 20:20 #

      Il mio stupore è ben celato tra le righe del cinismo.
      Se aguzzi la vista si vede 🙂

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