C’ero al Cerro

14 Gen

20130114-021228.jpg

-Sveglia, sono le 6:00 dobbiamo andare a fare colazione…
-Aiuto, 5 minuti ancora…giuro.

Questo non dovrebbero essere le prime battute in vacanza.
Ma qui siamo in Patagonia, terra aspra che non fa sconti neanche al mattino.
Il sole in questo periodo si alza alle 5:30 e c’è luce fino alle 22:30, ovvio che bisogna ottimizzare, quando ci ricapiti nella terra del prelibato Asado?
Poco male se poi gli autobus si prendono la mezz’ora accademica, la “Legge di Murphy” è sempre dietro l’angolo, e quando sgarri tu rischi l’uccello Padulo…

La costante di queste giornate Calafatiane è la gita in autobus modello INPS.
Quantità di persone sconosciute fra loro in angusti spazi non possono che creare situazioni “curiose”.
Specialmente al ritorno, quando tutti reclinano il capo e fanno entrare le mosche nel cavo orale, basta che qualche marmocchio giochi con la suoneria ed ecco che un pullman si può trasformare in arena.
Atra similitudine con l’INPS è la passione per i timbri.
Ogni volta che possono i locals te ne appioppano uno, con la sua bella tassa in pesos, of course.

Questa gita “di Nonno”, come ha ben semplificato Jò, ha come destinazione El Chalten.

Due ore e mezza di autobus (solo andata) con cambio dell’acqua nella storica locanda “Leone”.
Unico punto ai primi del ‘900 dove si poteva attraversare il Rio Argentino grazie ad una zattera.
Con la bellezza di quattro stanze si notano alle pareti i giornali dell’epoca con gli ospiti di riguardo che vi passarono , tra questi Bucht Cassidy e Billy The Kid (mica gentucola dei reality).
Arriviamo finalmente al poco ridente villaggio ai piedi del Campo del Hielo Sur il quale ci da il benvenuto con una “brezza rafficata” che ci fa sbarellare con zaini e tutto.

Una volta al Parco National los Glaciares le guide ci illustrano le regole sul campeggio libero e sopratutto quelle per evitare gli incendi, rovinando così i miei ganzi propositi.
Il sentiero parte dalla fine del paesino e noi tentiamo quello più ambizioso, 5 ore in tutto con vista sul Cerro Torre e il Cerro Fitz Roy.

La camminata è semplice e soleggiata, c’è parecchio traffico di bipedi, mancano giusto le infradito e i modelli di scarpe li abbiamo visti tutti.

Dopo un ora e mezza finalmente scolliniamo e sulla destra appare Lui, incurante degli sguardi ammirati e delle nuvole che lo accarezzano.
I pensieri volano alti come i suoi 900 metri di parete granitica verticale.

Il Cerro c’è, il cuore in gola pure.

P1040714

Annunci

2 Risposte to “C’ero al Cerro”

  1. paponzi 14/01/2013 a 08:52 #

    Mi sembra che si sia diffusa l’idea che con le tue descrizioni i lettori si sentino autorizzati a dire “..in fin dei conti, a questo punto, ci sono andato anch’io…..”. Io potrei dire c’ero già stato. Ma alla fine l’unico che ci è andato è Federico! Ti aspettiamo per sentire dalla viva voce le emozioni palpitanti

    • DeFederiki 14/01/2013 a 11:26 #

      Se così fosse, riuscire a “portare” idealmente i lettori da queste parti,
      uno dei miei intenti sarebbe in porto 🙂

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: