Giovedì, Venerdì e Domenica.

8 Mar

20130308-190153.jpg

A volte gli capitava di essere euforico.

Di solito era il Giovedì.
Gli piaceva essere in anticipo sulle cose e, se la Domenica è il capodanno settimanale, quel giorno era la sua personale vigilia.

Fin dall’università, con le festicciole e i free-drink, aveva quella sensazione di positiva incombenza.
Poco importa se le feste ormai le schivava manco fossero pallottole o alle cene con i colleghi mandava giusto un corpo che aspettava il rientro casalingo.
Nessuno lo poteva privare di quella sensazione.

Nè la crisi a cui tutti si aggrappavano per giustificare la loro frustrazione, né le chiacchiere fesse per sciacquarsi la coscienza.
“Ma allora che ci stanno a fare i preti o gli psicologi?” pensava sorridendo e annuendo serio.

Lamentarsi era più che uno sport nazionale ma un riconosciuto stile di vita.

Se fa caldo perché il caldo, se freddo idem, la pioggia non se ne parli.
Le possibilità sono infinite e la TV dava sempre nuovi spunti.

Allora si difendeva come poteva, sempre in fila con la musica nelle orecchie, al citofono neanche il cognome, al supermercato con gli occhiali da sole.

Il lavoro lo aiutava in questo isolamento, il turno notturno all’impianto lo faceva spesso.
Dice che non gli pesava, aveva bisogno di soldi e poi non era manco fidanzato.

Marco lo prendeva spesso in giro quando gli dava il cambio.
“Ti vuoi davvero estinguere eh? Guarda che il mondo non se lo merita che te ne vai così” e via risate e pacche sulle spalle.

Ma non aveva bisogno di nessuno, gli bastava un piatto da riempire e un tetto decente.
Giusto i libri, ecco cosa.
E quello che c’era dentro naturalmente, li divorava manco l’ossigeno un maratoneta.

Ma assorbiva e non restituiva niente.
La sua conoscenza aumentava al pari del disprezzo che provava per quello che aveva intorno.

La cialtroneria, le persone meschine e la loro avidità spicciola.
E allora si rinchiudeva ancora di più nella sua bolla fatta di parole e carta.

Anche quel Giovedì notte assaporava con faccia ebete quando avrebbe potuto lasciarsi andare sulla poltrona e i suoi bei volumi attorno.

Pensava che avrebbe potuto rimanerci almeno fino a Domenica dato che aveva aperto le valvole del metanodotto e disinstallato l’allarme.

La mattina seguente, nonostante la bella giornata, il paese in silenzio gli diede il buongiorno.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: