Ma che te Rhodes?

17 Set

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“Queste sono le giornate perfette” è serio e lo dice mentre si annoda la cravatta.

“Dar Bruttone” non te lo aspetti uno yuppy spara sentenze e neanche tagliatelle al farro o tonnarelli al guanciale croccante che placidamente ti stendono e ciao ciao al Maxxi.

Inizia così il nostro viaggio per la Grecia: aria fresca senza clacson, “anticaglie” (come sostiene Martina guardando i Fori Imperiali) e gli sfottò dell’oste dell’Antica Birreria Peroni che non si era accorto di averci rifilato una caraffa di birra bucata.

Il passeggio e le chiacchiere digestive con gli amici romani ma ahimè non romanisti è ciondolante al punto giusto e la mia stima per chi vive in questa metropoli non ha fine.
Non credo che “Mamma Roma” in gioventù avrebbe avuto pazienza con me.

Una volta arrivati a Ciampino i tappi nelle orecchie son d’obbligo, vuoi per l’acustica e vuoi per la naturale presenza dei tanti aspiranti “Amici di Maria” in gita ad Ibiza.
Petto in fuori, urla immotivate e magliette con scolli a V mi ammutoliscono e portano alla mente degli inutili: “Ma perché?”

Dentro l’aviogetto a basso prezzo irlandese ci sistemiamo con tutte le armi anti-noia possibile ma non faccio in tempo ad aprire niente che il mio vicino di sedile inizia a dare pugni allo schienale di fronte.

“Un po’ di aria?” sorrido e gli dirigo il getto.
Ma il ragazzo cresciuto tossicchia nervosamente e mi indica la gola come se stesse soffocando.Scopro che gli è andato di traverso del succo di arancia e ha paura di schioppare.
Questo mal si coniuga con il mio spirito razionale e sopratutto un aereo in fase di rullaggio.
All’improvviso Rodi inizia ad essere molto più lontana e sfocata.

Finalmente è arrivato il momento di utilizzare l’ anatomia seppur veterinaria condita da uno spruzzo di sano cinismo così gli sussurro:
” Saresti già morto e non parleresti con me con tutti i pezzetti di arancia che pensi di aver deglutito male.”
Finalmente ride, inizia a raccontarmi parecchi cazzi suoi, io ascolto fino ad un certo punto.
Inizia la rincorsa, lui numerosi segni della croce mentre io mi schiaccio sullo schienale.

Ci stacchiamo da terra e la tosse si dirada, come le nuvole dalla nostra Luna di Miele.

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