Sudore e Caos

14 Dic

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Il cielo è grigio.
Di quel grigio che non lascia speranza o spiragli.
Mio padre mi chiede cosa dicono le previsioni e loro ribadiscono: grigio.

Ok, no problem: una bella colazione e chissene, penso.
Del resto il cielo d’Irlanda mi ha svezzato per quasi un lustro, che sarà mai?
Peccato che al tavolo a fianco abbiamo quelle che sembrano due ragazze ma in realtà son due megafoni dall’accento teutonico.
Ma come fanno a parlare il tedesco, così di primo mattino?
Dovrebbero vietarlo nelle caffetterie, semplicemente nuoce.

Appena inizia la discesa per Piazza della Libertà il “Vecio” si ferma su un cartellone dalla grafica appositamente sfocata e mi blocca.
“Guarda quà!” dice mentre indica in basso.
“Merda secca” mi sfugge.
“Allora è vero” ci diciamo col tipico humor di San Tommaso.
E invece è così, la “Sorellina”danzerà al teatro di San Joao.
Il teatro del patrono della città di Porto, quello più importante.

La stessa persona che sei mesi prima stava pensando di iscriversi in scienze infermieristiche in quel di Sassari. I malati possono aspettare mi sà.
Lo spettacolo si intitola “HOJE” ossia “OGGI” ed è del trentacinquenne coreografo portoghese Tiago Guedes.
Ha fatto un audizione a cui sono andati circa 200 danzatori ne ha preso sette, sei portoghesi, una sola straniera, lei.

Quando penso alla danza come molti, ho il cervello inquinato da stronzetti in calzamaglia e anoressiche dai piedi deformati. Certo tutto parte da li e bla, bla, bla.
Ma nel frattempo è successo qualcosa e non mi riferisco alle sfide tra i blu e i rossi.
Qualcosa che parla di quello che sta succedendo adesso, del terreno che abbiamo ora sotto i piedi, infido come i materassi accatastati su cui ad un certo punto correvano.
Delle relazioni che si creano e si perdono nel vortice del nostro egoismo.
Dell’aggrapparsi alle ossessioni per far vedere che esistiamo.

Sembra un caos poi emerge il movimento, sempre più netto.

Mi ha detto che ci sono dei pezzi dove improvvisano e se riavvolgo il nastro può anche essere, forse era quando mi stavo grattando il mento e cercavo di capire.

Ma il trucco anche qui è non giudicare, farsi travolgere e se qualcosa dentro si è mosso vuol dire che va bene.

Senza parole, solo sudore e musica.

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