Fado al Faro

18 Dic

A prima vista Porto potrebbe ricordare  Lisbona.
Entrambe alla foce di un fiume che esplode sull’atlantico, ricche di salite  slaccia-giacca e un lungomare ideale per pedalare al mattino.

Come ormai da tradizione ho scelto infatti il noleggio delle due ruote per le mie cavalcate urbane. Si parte quindi dal negozietto di Foldnvisit”  e nelle  orecchie la nuova scoperta dei Darkstar, via a tutta discesa.

L’aria è più frizzante della locale birra “SuperBock” (un euro la bottiglietta) ma sono ben attrezzato o forse solo felice di esplorare. Il lungo fiume poi è ricco di pescatori e ciclisti ma  fai davvero fatica a sintonizzarti sulle facce delle persone, sembrano scontrose o incazzate e non ci sono sorrisi gratuiti.

Sarà che qui più che nella capitale si vede l’onda lunga della recessione.Lo testimoniano i palazzi abbandonati tra quelli relativamente nuovi.


Ma c’è una dignità che ammiro, se un caffè può anche durare mezz’ora non ho mai visto macchinette succhia-pensione nei bar.

Mentre pedalo mi capacito della città e vedo delle spume bianche in lontananza, non realizzo subito.
Il mio corpo però si: mi passa la fame e inizio ad avere la salivazione  di un San Bernardo.

Credo sia un riflesso condizionato legato alla pratica del Surf e tutto quello che ci ruota attorno. A quelli malati come me basta solo vederle certe onde, il resto è un film che ti parte in testa.
Tu sei lì, su quella spalla  solitaria, e fai l’unica da fare. Remi e parti.
Il piacer vano delle illusioni funziona sempre, dannato Leopardo.

E se Il sole non mi abbandona la pancia si arrende. E’ l’ora del rifornimento e come i peggio sprovveduti non ho manco la mappa di MacDonald della città. Decido di arrivare alla fine del lungomare e cercare un luogo mangereccio adatto.

La missione è più complessa del previsto. E’ pieno di ristoranti spenna-turista e i marciapiedi con griglie dal pesce fumante sono ovunque. Sto per cedere se proseguo poi c’è giusto l’ospedale e la zona industriale…ma ecco, come nei migliori film di Julia Roberts, il succulento colpo di scena.

Dopo aver vagato nel quartiere di Matosinhos, arrivo al suo mercato di frutta e verdura, ok sempre meglio di niente penso e invece ecco “Comida de Rua” .

Panini a dir poco deliziosi ideati dalla estrosa Isabel, maialetto al pepe nero con una fetta di arancia su tutti. Il pomeriggio arriva inesorabile come l’abbiocco e l’obbligatorio rientro.

Giusto una doccia volante, dato che Bach e il suo “Oratorio di Natale”  in quel della “Casa da Mùsica” , non aspettano i ritardatari…al massimo gli orsetti di peluche giganti.

Annunci

2 Risposte to “Fado al Faro”

  1. Stefano 19/12/2013 a 08:19 #

    Molto descrittivo e ben commentato, poi le immagini pertinenti (manca l’onda grande con il faro!) che integrano il commento. Carina la barista Isabel e il panino con il maialetto. Ma troppo corto, avrei voluto qualcosa in più su Bach, la caldana, il jazz club, qualche foto di Marcella, il viaggio di ritorno, il Bed & Brekfast di Bergamo, il cellulare, il baccajau. Fai un’appendice

    • DeFederiki 19/12/2013 a 09:57 #

      E mica si può avere tutto! Il rischio del racconto della serva è sempre dietro l’angolo… 😉

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: