La Giostra

20 Ago

Cinquecento

 

 

“In trasferta i gol valgono doppio”

Riesco a pensare solo questo mentre l’aereo si stacca dall’aeroporto Costa Smeralda con direzione Napoli-Capodichino.

Non sono solo,ovvio.

La “Banda Barzotti” è praticamente al completo e con gli innesti di fuoriclasse quali Papiero, Capone e Gabriellone, il Mister “Picconi” ha l’onere di gestire un Dream-Cionfra-Team stellare.

Il primo passo sarebbe recuperare la macchina a nolo.

Cosa ci vuole direte voi?

Se poi hai prenotato via internet sei già un bullo di Guy Richie e assapori l’altrui affanno.

Peccato che il bancone dell’Avis abbia una discreta coda, un americano che ha cambiato idea e non capisce la nano-clausola , il caldo dei film di Verdone. Insomma siamo gli ultimi a sganciarci e la Volvo V70, dal cambio automatico e il di Massimino incerto piede, singhiozzante lascia il parcheggio.

Mentre sfrecciamo per recuperare l’ingiusto ritardo abbiamo tempo per anzianissime riflessioni sulla bellezza rispettivamente: degli Appennini, dell’asfalto autostradale, dell’organizzazione degli autogrill.

Ci tocca scaldare subito l’apparato digerente.La scaletta prevede infatti una festicciola a sorpresa nella magione della sposa, sita a Guardia dei Lombardi.

Quello che sembra un semplice aperitivo, con il prescelto vestito da Principe Azzurro-Mago Zurlì, in realtà diventa un festone dai cori e balli che arriva alle 2:00. Io e i più sobri ci interroghiamo se davvero i nostri eroi sono consci che l’indomani li attende l’altare.

Su tutto e tutti, il momento in cui il “Mister”, in pieno delirio alcolico, intona sottovoce e in crescendo un Osanna degno delle migliore vecchiette inginocchiate sulla panca. Zizza, Chiara e Claudia non si tengono e seguono a ruota il blasfemo intermezzo, timidamente scivolo indietro alla Moonwalker.

Arriva il Gran Giorno e allora: stira il vestito, annoda la cravatta, l’occhiale da sole c’è, cammina piano che il ciottolato è loffio, il telefono che fa le foto l’hai preso, che carina la piazzetta , lo sapevo che era una cosa chiccosa, dove sono gli altri, ma sono già al bar!?!

Il Trex è a mille, sembra che le emozioni siano sotto controllo di fronte alla chiesa, dispensa battute e foto spiritose, mentre io, nella mia muliebre attesa, ricordo giusto una gomena in gola.

Arriva Annalisa, ora si tirano fuori i fazzoletti e mai lacrime furono meglio spese. Sorride anche lei, si vede che se la sta godendo questa passeggiata verso il prete.
Quest’ultimo poi si mostra al passo con i tempi e nella predica cazzia le coppie Social Network/Messaggini/Whatsup dipendenti. Chapeaux!

Le risposte le sanno e con il bacio dell’anello, tanto cavaliere della tavola rotonda quello bravo però, inizia la discesa verso la “Gastronomia”.

La scelta di convolare nel pomeriggio apre freschi scenari per il dopocena, evitiamo così un classico dei matrimoni estivi:
-Bello questo vestito, cos’è?
-Un Triccia-Triccia

Descrivere le innumerevoli pietanze e prelibatezze sarebbe poi davvero improbo, il mio ricordo vaga  ancora per quella “grotta” di salumi e formaggi.
Una versione al colesterolo della casa di Hansel e Gretel in cui farei volentieri più di una notte insonne.

C’è davvero tutto, il Babbà gigante, i sigari già tagliati e il narghilè per i più estrosi.

Non resta che girare e ballare.
Come una giostra ma senza vertigini.
Quello che nel mio piccolo, vi auguro.

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