Everything is a Topy

4 Nov

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La casa è fresca, diciamo.
L’entusiasmo scalda ma gli spifferi se ne fregano.
Un bilocale con un letto matrimoniale e due divani all’ingresso perlopiu del livello stradale non è in effetti molto glamorous.
Ma che importa, potrebbe sempre pioverci dentro.

La notte passa veloce, siamo sulla 1th street all’angolo con la 2th Avenue e iniziamo l’esplorazione girando random.
Il Fitbit a fine giornata dirà 25.647 passi per un totale di 19,9Km, con un Guggenhaim a suggellare le nostre prime ventiquattr’ore di “peddoni”curiosi.

Andiamo a dormire elettrici, consci che l’indomani ci toccherà andare in fila dalle 7 al Apple Store di Soho e comprare il Gingillo della Mela Numero 6.
Vengono invece a trovarci prima i “Locals” alias i topi che, con una confezione di snack mordicchiata, ci lasciano il loro internazionale biglietto da visita.

Calma e gesso, calma e gesso penso, il nostro colpo di biliardo lo dobbiamo giocare bene e mentre andiamo allo Store maciniamo non solo chilometri.

Con Antioco arriviamo alle 7:30 in Prince street e ci sono già una quarantina di persone.
Inizia a piovere, le balle a girare e il negozio dovrebbe aprire alle 9:00.
A più di un mese dal lancio, questo attrezzo a Manhattan, è praticamente esaurito ogni giorno.

Ci rendiamo conto che viviamo in una follia collettiva ma esserne parte ci inebria più che farci vergognare e quando gli mettiamo le mani sopra i sorrisi ebeti non si contano.

Dallo stesso negozio inizio a contattare il centro assistenza di Airbnb e mando subito anche la foto della niuorchese “business card”dei Locals.

La partita si gioca da un negozio all’altro dato che praticamente hanno tutti il Wi-Fi.

Mi scrive Federica, la ragazza del supporto che naturalmente si scusa, e manda una serie di link per possibili altre sistemazioni con un 20% di budget in più rispetto a quanto abbiamo già pagato.
Non male.

Jamie, l’host del primo annuncio segnalato, risponde dopo neanche venti minuti.
Dalle foto il posto sembra che valga, ma il tasso di sospetto nel nostro sangue sfiora 80%.
Dopo una decina di “scambi” la partita si chiude e decidiamo di trasferirci sulla 38th Street tra la 8th è la 9th Avenue.
Entrare nel palazzo sembra più un pezzo di John Grisham che una gita per vedere la maratona con gli amici.

Ci dobbiamo dividere in due gruppi, uno all’ingresso è uno all’uscita di servizio.
Appena incontrato, Jamie, ci dà due baci, data la “nostra amicizia di lunga data” e dice di muoversi come se vivessimo qui.
Airbnb è tuttora praticamente illegale a New York.
Lo seguiamo, in ascensore schiaccia il 23. Michael Jordan portaci fortuna, dai.

Entriamo, e mentre il padrone di casa si scusa per il farraginoso ingresso i sorrisi ebeti ora fanno capolino anche sulle facce di Pina ed Eleonora.

L’indomani, al risveglio, guardo fuori e sono a mio agio.

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2 Risposte to “Everything is a Topy”

  1. stefano 04/11/2014 a 17:27 #

    Questa descrizione è elaborata per ” addetti ai lavori ” però capisco che neppure in vacanza ti rilassi tecnologicamente. Sarà l’età, l’ignoranza ma io un cheesburger è la prima cosa che mi sarei preoccupato di pappare. La casa certo non dà l’idea della 5° avenue però siamo sempre emigranti. Buona mela.

    • DeFederiki 05/11/2014 a 14:33 #

      Bè i panozzi son scontati, un po’ di più il telefono però;)

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