Legami

28 Ott

  
Al principio non sai neanche legarla. 
Sia agli imperiali, tanto maestosi quanti scomodi, che alle cinghie, tanto pratiche quanto infide. 

Una delle prime paure è che si stacchi e voli addosso alla macchina che hai dietro, e ti dispiace certo che faccia danno ma l’idea di vedere la tua tavola dilaniata dalle gomme di uno sconosciuto è peggio. 

L’unica cosa tangibile di questa passione. Le onde le puoi cercare e prendere, raccontare, fotografare, e se sei bravo disegnare o dipingere. 
Ma poi spariscono. 

Lei ti accompagna ogni volta che vai. 

A un primo sguardo dice chi sei e come te la dovresti cavare in acqua. A volte mente certo, e se ci stai sopra con le gambe larghe e la gobba non può farci nulla. 

D’estate, sotto il braccio, in spiaggia quando rientro e mi ha fatto divertire, abbasso lo sguardo. Forse perché lo sento come un momento di intimità in pubblico. 
Invece sul picco ci parli, ascolta le tue imprecazioni, le urla di gioia, le battute sceme in attesa del set, si prende le frullate e non si lamenta , e se riemergi e non c’è, il tuo cuore accelera. 

All’inizio decide dove portarti e poi, quando hai confidenza, e andate sulla parete liquida, sei in estasi insieme a questo semplice pezzo di “pane” resinato. 

Quando la slego e gli metto la paraffina prima di entrare, mi piace pensare che sia contenta. Che non abbia paura di quello che l’aspetta, delle rocce che a volte sfiora, delle valanghe di schiuma che la travolgono, delle mie cattive scelte in partenza. 

Se gli fanno i complimenti per quanto è bella arrossisco io al suo posto. 

E quando la riporto in garage lo so che dorme tranquilla e sogna, come me, le onde solitarie accarezzate dal vento. 
  

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Amici Mai

13 Lug

 

Bagnino 10

Prima della Bandiera Blu.

Dell’impianto delle spine a ridosso del mare.

Delle torrette dei Bagnini con veranda.

Puerto, il nomignolo più usato dai surfisti, era già lì.

Questo mi rimbalzava in testa, mentre nuotavo verso Baratz con la musica nelle orecchie. Dieci anni dopo l’ultima “traversata-allenamento” della baia, la tecnologia regala questi sfizi. Quando passo alle secche con l’acqua di colore verde arriva poi Adele, “Skyfall“.

Mi immergo per toccare la sabbia e so che è un altro inizio, non la fine.

Arrivo alla Torre nord della baia ci sono pochi turisti e  un canotto giallo. Esco dall’acqua e inizio a correre piano  verso la postazione di salvataggio. Il passo è lento, più pesante, la bilancia purtroppo quando mi vede inizia a sudare. Lo sguardo, all’inizio basso per il dad-bod, lentamente inizia ad alzarsi.

Sono ancora qui.

Come gli altri del resto, quelli dei “Giorni Selvaggi“. Ce chi ha aperto la scuola di surf, chi a furia di inseguire l’estate ha un colore bronzeo che manco Bilba di Cadey, chi lavora in banca ma ha muta e tavola sempre in macchina. Chi grazie  alle onde è riuscito pure a dare lavoro agli altri.

Sono ancora tutti lì.

A parlare di mareggiate che devono “entrare”, ma questa volta alcuni tengono la mano alla figlia e non della turista pallida.

“Se pensi di essere tra Amici ti stai sbagliando”, uno dei dieci comandamenti del primo capanno sulle rocce, mi accompagna sulla salitella per la postazione. Era rivolto agli estranei.

Ma forse è vero anche per noi, con molti non saprei di cosa parlare escludendo lo scivolamento sull’acqua. E in effetti va bene così, un eterna estate che non conosce l’inverno delle preoccupazioni.

Salgo le scale, mi rimetto la maglietta rossa e il fischietto.

Certi luoghi fanno dei giri immensi e poi ritornano.

Biccio

Marcondirodirondello

6 Lug

  
  

Sono tanti i motivi che mi fanno sentire vicino ai nostri cugini mangia-baguette. 
Innanzi tutto la loro lunga e gloriosa storia, di cui mi ricordo i passaggi più importanti naturalmente. 

La tipa che consigliava brioche al posto del pane, il temperamatite gigante usato per darci un taglio ai signori dal sangue blu, il tipo che andando a messa invece dell’ostia si è preso Parigi. Come dimenticare capolavori artistici come La Gioconda e La Casta? 

E poi mia madre a carnevale mi vestiva fisso da moschettiere. 

Non potevo quindi mancare alla visita dei castelli in zona Loira. La ventosa e grigia Amboise ci accoglie per prima mentre lasciamo per ultimo quello sul fiume di Chenonceaux. 
Questi “nuraghi” dal tetto e metratura spropositata, sono davvero affascinanti. 

Pensare che giusto 400 anni fossero la location delle migliori feste in Europa mi elettrizza non poco. Arazzi, quadri dipinti a mano e mobili più complicati di quelli Ikea la fanno da padrone.

I letti a baldacchino erano i luoghi dove si ragionava su chi arrivava alla fine dell’anno, intero. 

C’era anche un giardino-labirinto, utilizzato per iniziare i bambini alle gioie della burocrazia.

E soprattutto, al baretto hanno un flan  da perderci la testa. 

  

 

Il Divano 

29 Giu

  

I pregiudizi sono sempre lì In un angolo del mio cervello che cerco ogni volta di mettere in modalità aereo. 

Più cresci più ti dici “no vabbè ma questa cosa la conosco, è così ” e viaggiare è la migliore risposta per capire se le fregnacce che mi bombardano sono vere. 
Quando tutto scorre troppo come al solito solo alzandomi dal “divano” vedo veramente . 

Viaggiare con una creatura poi ti dà modo di entrare in empatia prima con la gente che non parla la tua lingua. 
Ogni volta che posso perciò mi fermo in luoghi al di fuori del turista “all you can eat”. Mi guardo intorno, sorrido, saluto e così mi capita ogni volta di stupirmi. 

Che quello che dicono i film, le serie, i giornali e la televisione è solo una fetta. In genere quella più amara della torta che abbiamo da mangiare. 

Banale a dirsi, ma troppe volte dimenticata come riflessione. 

Quelli che vediamo sbarcare dai gommoni lo fanno per un futuro. 
Io invece ho bisogno di salire sul “gommone” per ricordarmi che è una gran fortuna avere un divano. 

  

Dur Dur D’ Etre Bebè 

28 Giu


Quando arriva una creatura scopri posti che prima beatamente ignoravi:parchetti, giardinetti con scivoli e panchine sperse.

Scopri che certe persone non erano all’estero ma semplicemente non uscivano più la sera per i protocolli nanna.

Lo sventio necessario per scaricare la duracell del “Piezzo è core” ti mette a contatto con simili che in altre occasioni avresti guardato come alieni.

Il parchetto vicino alla nostra residenza Francese ci porta poi a inevitabili confronti e riflessioni, purtroppo razziste. La gran parte degli spingitori di passeggini è  di gran lunga più educata, silenziosa e (fuck the politically correct) chic, dei nostri concittadini.

Una pupetta, con il foulard e occhiali da sole stile Persol, probabilmente ai giardini dell’emiciclo verrebbe quantomeno emarginata, anche per l’assenza di tatuaggi della mamma.

Sarà un caso ma nessuno sbraitava verso i propri pargoli seduto su una panca e con il cellulare in mano.

Mi sa che abbiamo più in testa Maria di Amici che  quell’altra che era sulla banconota, la Montessori.

Vabbè abbiamo battuto la Spagna chi se importa!

 

Un tour a Tours

27 Giu

  

Era da un bel po’ che non viaggiavo sulla compagnia di bandiera. 

La prima volta da quando gli arabi hanno fatto mettere alle nostre hostess  il cappellino bourdeaux e le  calze verdi. 

E sopratutto il primo giro di aeroplano da quando è in pista la giovane Ele. Il suo battesimo dell’aria arriva ben prima di quello ufficiale in chiesa. Che donna moderna!

Preoccupati per il suo potenziale sonoro incontrollabile ci siamo attrezzati con librini e giochini. Ma il vero e durevole fastidio proveniva da due viaggiatori in crisi di mezza età e buonsenso, dotati poi di salivazione infinita. 

Dopo la foto in cabina col comandante e sorrisi sparsi, la banda approda all’aeroporto di Charles de Gaulle qui veniamo depistati sul treno da prendere. 

Così finiamo a Parigi per un TGV che ci fa risparmiare la bellezza di 45 minuti ma regala la scomodità di un viaggio nella terra del fuoco. 

   
 La città di Tours al nostro arrivo è sempre bagnata dalla Loira ma anche da un piacevole sole dal sapore Atlantico. Caldo a palla senza vento, giacca e passo svelto con nuvole ed Eolo. 

La domenica scoviamo un mercatino sfizioso. Ostriche vendute sfuse, formaggi dal puzzo appetitoso e le croque monsieur da sbrano in piedi. Ci sentiamo già dei local e io,preso dall’entusiasmo, compro mele che manco per una colonia estiva.  

La vera fauna local invece ha una passione motoristica molto sviluppata, Harley e tricicli a motore mai visti sfrecciano per i viali alberati tanto pomposi quanti lenti.

   

Dannata

22 Ago

Fosforescente 

Attillata e Stanca

Anziana Alba